ABITUDINI POSITIVE PER COLTIVARE IL PROPRIO BENESSERE PSICOFISICO

La Psicologia positiva ha elaborato alcune “positive interventions” cioè delle abitudini positive che innalzano i livelli di benessere e di felicità nell’ambiente lavorativo aumentando la produttività, l’engagement e la soddisfazione per il proprio lavoro con risultati di evidenza empirica.

Una delle abitudini positive più note è quella delle “3 gratitudini” che consiste nello scrivere per 7 giorni a fine giornata, 3 motivi di gratitudine che si provano in tre diverse circostanze:

  •  scrivere il nome della persona a cui si è grati
  •  scrivere perché le si è grati (un motivo specifico e non generico, cioè una specifica azione compiuta dalla persona a cui siamo grati)
  • scrivere come ci siamo sentiti grazie a quella persona (per ciò che ci ha detto o ha fatto per noi). 

Se si svolge questo esercizio, si abitua la nostra mente a riconoscere ogni giorno tutte le occasioni in cui abbiamo motivo di provare emozioni positive come l’apprezzamento e la gratitudine.

Applicando questa abitudine, si riesce a modificare la naturale inclinazione della mente che, per ragioni evolutive, tende a registrare maggiormente le occasioni spiacevoli e potenzialmente pericolose o minacciose, soffermandosi quindi sugli episodi negativi, e ignorando gli innumerevoli eventi neutri o positivi che ci accadono tutti i giorni. Questo fenomeno è chiamato “negativity bias” 

L’abitudine delle “3 Gratitudini” ci aiuta anche, a fine giornata, a correggere la tendenza che molti di noi hanno a elaborare negativamente tutto ciò che è andato storto e che ci preoccupa (alimentando ulteriormente le nostre preoccupazioni), e a soffermarci sui molti motivi di soddisfazione. In questo modo sia la nostra mente che il nostro corpo si abituano a rivivere le emozioni positive: più si sperimentano, maggiore sarà la capacità di provare e recuperare stati d’animo positivi anche di fronte alle avversità.

Per sensibilizzare ed educare le persone fin da piccole a coltivare la consapevolezza dei propri pensieri, degli stati d’animo, delle emozioni e delle sensazioni fisiche, recentemente in Inghilterra molte scuole hanno introdotto la Mindfulness tra le materie di insegnamento.

Mindfulness è una parola inglese che significa “consapevolezza”. Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri di questo approccio, la definisce come “attenzione, ma in un modo particolare:

  • con intenzione
  • al momento presente
  • in modo non giudicante.

Si può descriverla anche come un modo per coltivare una più piena presenza all’esperienza del momento, al qui e ora.

Anche il Dalai Lama ha lanciato un’iniziativa importante: il Programma SEE LearningTM (Social, Emotional and Ethical Learning). Si tratta di un programma di istruzione universitario sviluppato alla Emory University di Atlanta, USA, con l’aiuto di esperti in psicologia dello sviluppo, educazione e neuroscienze, con la visione e il sostegno del Dalai Lama.

SEE Learning include un quadro completo per la coltivazione di competenze sociali, emotive ed etiche, quindi programmi di studio specifici per l’età e per le scuole con una struttura di supporto per la preparazione e lo sviluppo dell’educatore.

Con la visione di “un mondo compassionevole ed etico per tutti”, il SEE Learning è il primo programma di apprendimento sociale ed emotivo per:

  • focalizzarsi esplicitamente sulla coltivazione della compassione, altri valori umani fondamentali e l’intelligenza etica
  • fornire metodi appropriati per lo sviluppo per la formazione dell’attenzione
  • includere il “pensiero sistemico” a tutti i livelli di istruzione
  • incorporare un approccio basato sulla resilienza e sul trauma.

E tu? Applichi delle abitudini positive durante il corso delle tue giornate?

Di Sofia Radio, Psychometrics Srl