Trovare il senso del proprio lavoro: la via dell’Ikigai

Lunghe giornate di lavoro, stravolgimenti repentini, compiti monotoni e ripetitivi, magari svolti per anni senza alcun feedback o riscontro in azienda, possono causare demotivazione, insoddisfazione e malessere. A ciò si può aggiungere la percezione di compiere azioni inutili o di perdere del tempo prezioso, provando un senso di vuoto. Certo non è facile trovare un equilibrio tra lavoro e “fare ciò che ci piace”. Alcuni di noi sono fortunati e svolgono una professione che amano; altri, invece, sono costretti ad accontentarsi di un lavoro che permetta loro semplicemente di guadagnarsi lo stipendio.

Per vivere in una vera condizione di benessere è necessario dare un senso alla propria vita, trovare il proprio scopo di esistere, e questo vale anche sul lavoro. Diventa allora importante riuscire a trovare il significato, anche profondo, del proprio lavoro, comprendere i nostri valori e chiedersi se coincidono con quelli dell’azienda.

A tal proposito, può essere di grande aiuto l’Ikigai, nome di un’antica filosofia giapponese diffusa presso quella parte della popolazione che si è dimostrata essere la più longeva al mondo. Può essere tradotta come scopo, ragione di vita o ragione di esistere (“iki”: vita + “gai”: valore).

L’Ikigai si identifica nell’intersezione delle seguenti aree:

  • PASSIONE: ciò che si ama fare. Che cosa ti appassiona e davvero desideri fare, sia nel lavoro che nel tempo libero? Ognuno ha una sua motivazione forte e forse i desideri non sempre corrispondono all’attività che porta un guadagno.
  • VOCAZIONE: ciò che si sa fare (al meglio). Che cosa sai fare bene? Quali abilità hai? Ognuno ha una sua abilità, ma non sempre questa predisposizione corrisponde a quello che si vorrebbe fare o si fa di lavoro.
  • MISSIONE: ciò che serve al mondo. Cosa cerca il mondo del lavoro in termini di capacità e competenze? È una domanda che entra nella sfera della propria mission; nell’ambito lavorativo riguarda anche le aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti.
  • PROFESSIONE: ciò per cui si può essere pagati. Per quali attività o competenze potrebbero remunerarti o pagarti?

Bisogna tenere presente che, per ogni persona, i confini tra le varie aree sono in continuo movimento nel corso del tempo: le vicissitudini della vita, gli interessi e tante variabili potrebbero determinare degli scostamenti tra le aree.

Come si ripercuote l’Ikigai sul lavoro?

  • Buonumore e minore stress: se realizziamo di essere soddisfatti del nostro lavoro, la conseguenza inevitabilmente sarà di sentirci appagati.
  • Maggiore empatia e migliori relazioni: quando ci si impegna in ciò che si ama fare per le persone e ci si sente parte della propria comunità lavorativa, il risultato sarà avere relazioni migliori e, di conseguenza, un ambiente di lavoro più piacevole.
  • Migliore produttività e rendimento.
  • Aumento della fiducia in se stessi.

“Solo nell’attività vorrai vivere cento anni.”

Proverbio giapponese

Di Silvia Zoni, PhD in Medicina del Lavoro, Psicologa, Psicoterapeuta, Consulente | LinkedIn